Itinerari

Una paseggiata a San Nicola Arcella
Arrivati a San Nicola Arcella si rimane subito colpiti dalla tranquillità e d alla serenità che trasmette questo piccolo centro. La nostra passeggiata non può non iniziare da uno dei posti più suggestivi, il "Belvedere di San Nicola Arcella" (chiamato dai sannicolesi "La Villa" a 110 metri sul livello del mare),che è un frequentato ritrovo serale di tanti giovani locali ed offre ai turisti ed agli escursionisti una meravigliosa vista sulla baia sottostante, caratterizzata dalla vegetazione mediterranea e sull'intero arco del golfo di Policastro. Quando il cielo è terso si può da qui avvistare la sequenza di paesini che vanno da Villammare a Scario fino alle luci del lungomare di Marina di Camerota, il faro di Palinuro ed i monti di Maratea dominati dal famoso Cristo. Alle spalle invece si può ammirare il Centro Storico dominato dalla Chiesa San Nicola da Tolentino.

- Il mare e le spiagge
Per raggiungere la spiaggia principale di San Nicola Arcella, Spiaggia Marinella, si possono usare le scalette che dalla Piazza del paese scendono lungo il costone. Giunti sul lungomare si possono seguire due percorsi:

* Andando a destra si giunge sotto l'Arco degli Scogli Caduti e imboccando le scalette si può raggiungere la suggestiva insenatura dell'Arco Magno (Grutta du Saracinu), il grande arco di roccia che sovrasta una piccola laguna dove il mare è raffreddato da sorgive di acqua dolce. Dalla sommità dello scoglio si può ammirare un mare azzurrissimo dominato dall'isola di Dino, punteggiato da isolotti e scogli, con deliziose insenature e piccole baie. Da qui si può ammirare "Lo scoglio dello Scorzone" (U scurzuni), un isolotto famoso in passato per la presenza di cernie di notevoli dimensioni. Scendendo sulla spiaggetta si può notare un tunnel che porta all'Arco di Enea e da qui raggiungere la spiaggetta con la "Grotta del Prete" (Grutta du prevutu). Proseguendo a piedi si arriva alla spiaggia di Praia a Mare davanti l'Isola di Dino.

* Il percorso che si fa invece andando verso sinistra porta alla Torre Crawford, passando davanti al porticciolo di San Nicola Arcella e allo "Scoglio delle Femmine" (u scuogliu di 'i fimmini). Tale scoglio segna una naturale divisione che un tempo il podestà imponeva: uomini e donne venivano separati. A destra dello scoglio, direzione scogli caduti, stavano gli uomini; a sinistra, le donne (che indossavano lunghe vestaglie per non oltraggiare il comune senso del pudore). Questa parte della Baia di San Nicola Arcella è conosciuta anche come "Baia Azzurra". Giunti alla fine della spiaggia ci troviamo sotto la Torre Saracena. Una torre cinquecentesca di difesa che faceva riscontro alla torre di Dino e di Fiuzzi. Di difesa perchè le dimensioni, area, altezza, struttura, fanno ipotizzare la presenza di guarnigioni che potessero difendere la costa dalle aggressioni dei Turchi nel secolo XVI, come pare che avvenissero in queste zone. Ai lati della Torre ci sono due suggestive spiaggette (Le spiaggette sono occupate da piccoli stabilimenti balneari). Da qui alzando lo sguardo, si può ammirare anche il Palazzo del Principe Lanza che domina la collina. Purtroppo il Palazzo non si può visitare all'interno perchè non agibile nonstante un restauro avvenuto qualche anno addietro.

Le bellezze naturali descritte sopra possono essere ammirate anche dal mare facendo un passeggiata con una imbarcazione. Via mare proseguendo oltre la Torre Crawford si possono ammirare "U Zuangulu", lo scoglio che delimita la Baia di San Nicola Arcella al lato sud. Oltre tale scoglio si è in mare aperto e proseguendo si può ammirare il costone che scende a strapiombo in mare. Lungo il quale si possono ammirare "A Ricchia", una figura a forma di lobo impressa in esso, e lo "Scoglio del Cinghiale", uno scoglio che somiglia al noto animale. Si giunge poi sotto il "Faro" di San Nicola Arcella. Andando in mare lato Nord, verso gli Scogli Caduti, si giunge ad una piccola insenatura chiamata dagli abitanti del luogo "I Piattaformi" (Le piattaforme). La particolare caratteristca di questa parte del costone è che gli scogli sono fatti a scale, e vengono usati come trambolini per i tuffi dai ragazzi. Sotto questa insenatura è nascosta la famosa "Gruta di Cinqu" (Grotta dei cinque) o anche Grutta du Capiddraru (nome dovuto alla presenza di un'erba marina lunga che somiglia ai capelli di una fanciulla, e che un tempo veniva raccolta e mangiata). La caratteristica di questa grotta è la presenza di un buco sulla parete superiore dal quale entra la luce del sole facendo uno stupendo gioco di riflessi sulle pareti della grotta. Cosa da sapere è che questa grotta può essere visitata solo in giorni di bassa marea a causa del suo piccolo ingresso posizionato sotto il livello del mare. Si consiglia comunque ai non esperti di non entrare, soprattutto da soli.

- Il centro storico
Visto dal "Belvedere" o dalla SS. 18 di notte da l'idea del classico paesino dei presepi. Visitandolo, ci ritroviamo in un labirinto seducente di vicoli e stradine, scalette, portoncini a volte di nobile fattura, angoli verdi, cascate di buganvillee. Giunti alla Chiesa di San Nicola da Tolentino il protettore del paese, possiamo ammirare la fontanina decorata alle spalle da un murales che immortala un momento di vita quotidiana. Proseguendo la passeggiata e attraversando il retro della Chiesa, giungiamo in Via Coste, da dove possiamo ammirare nuovamente il Golfo di Policastro, spettacolo da non perdere di sera, perchè illuminato dalle luci dei vari paesi.

Il Parco Nazionale del Pollino
Il Parco Nazionale del Pollino è situato al confine tra Basilicata e Calabria, comprende i territori di 56 Comuni ed ha un'estensione di circa 190.000 ettari. Costituito in gran parte dall'omonimo massiccio montuoso, con cime (Serre del Pollino, del Dolcedorme e del Prete) che sfiorano i 2300 metri di altitudine, è meta molto ambita per gli amanti dell'escursionismo e del trekking che da alcuni punti possono cogliere ad occhio nudo la visione della costa tirrenica e della costa ionica della Calabria e della Basilicata. Tra le cime del Parco, sui costoni e sulle balconate volteggia imperiosa l'aquila reale e vegeta un relitto dell'ultima glaciazione, una rarità nonché simbolo del Parco : il "Pino Loricato".

La Grotta del Romito
Si trova nel Parco del Pollino, a pochi chilometri dall'abitato di Papasidero (CS); si apre lungo le pendici del Monte Ciagola a 275 m s.l.m. ed è composta da due sale, per uno sviluppo complessivo di circa 80 metri. Fu indagata da Paolo Graziosi dal 1963 al 1968 e sono tuttora in corso ricerche condotte dal Dipartimento di Scienze dell'Antichità dell'Università di Firenze. Gli scavi hanno rivelato che la grotta fu frequentata durante il Paleolitico superiore (tra 18.000 e 9.000 anni fa) e nel Neolitico Finale (IV millennio a.C.). L'ampia cavità fu utilizzata come luogo di ricovero temporaneo, grazie anche alla vicinanza di un corso d'acqua e come luogo di sepoltura. Nei livelli più antichi, infatti, sono state rinvenute due sepolture di adulti bisome, cioè due corpi sepolti contemporaneamente. La scoperta più interessante riguarda la presenza di incisioni rupestri datate circa 10.000 anni fa, rinvenute su un grosso blocco calcareo vicino all'imboccatura della grotta. Parte dei reperti rinvenuti nei livelli paleolitici sono esposti nel Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, dove è stata realizzata anche una ricostruzione della grotta con le incisioni.

itinerario in fase di aggiornamento

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